La Voce Della Memoria: Un Docu-Reportage con Eva Schloss e i Superstiti dell'Olocausto.

Viviamo tutti, ma non sappiamo perché e a che scopo; viviamo tutti coll'intento di diventare felici, viviamo tutti in modo diverso eppure uguale.”


Queste parole scritte da Anne Frank nel suo Diario, scritto tra il 1942 e il 1944, mi accompagnano in un cammino (non sempre sereno e lineare) che, lontano da qualsiasi vanità personale, è sempre stato rivolto al prossimo. Mi hanno incoraggiato 5 anni fa, quando ho cominciato con il primo reportage nei Campi di Sterminio in Polonia, Repubblica Ceca e Germania, continuano a sostenermi anche adesso, a un mese dall'ennesimo Reportage in Polonia, a Oświęcim, per filmare i Campi di Auschwitz e Birkenau e i luoghi che testimoniano e commemorano le vittime dell'Olocausto.


Il Cammino di cui parlo è la Memoria, quella circostanza costante di “Fatti e Opinioni” che custodisce, preserva e tramanda la Storia, la Verità.

Una Scelta nel mio caso, come molti di voi sanno, che grava su di me come un debito, perché sento dentro di me la responsabilità di ogni vita spezzata nel nome dell’Odio e della Separazione. Perché ogni vita negata è un dono che è stato tolto persino a uno come me, che potrebbe avere tutto ma sente la mancanza di ciò che non si può comprare, la Vita.


Credo ciecamente che l’uomo, lo stesso che edifica cattedrali in nome dell’amore, lo stesso che ha inferto atroci e mortali ferite all’umanità, meriti la mia fiducia.


Io ho fede nell’uomo, nel prossimo, e per questo credo ciecamente nel mio progetto.


Un lungo e faticoso percorso (non solo fotografico) che prima si chiamava “Auschwitz Dopo Auschwitz”, oggi, dopo quasi 5 anni, ha il suono de “La Voce Della Memoria”.

Un Docu-Reportage che mi costa tanti pensieri, fatiche, brividi di freddo, sonno perso, ansia accolta come inquilina a tempo indeterminato; energie, tempo, idee e soldi investiti senza pensarci due volte, con l’unico intento di mantenere viva quella Memoria che, dopo quasi un secolo, qualcuno ancora ignora o nega, come se non fosse abbastanza una sola vittima dell’Odio, come se nulla ci riguardasse quando stiamo salvi sulla nostra scialuppa a guardare la nave dell’umanità che affonda.


Più la Vita viene banalizzata, più la Storia grida l’emergenza di essere ricordata.


Ammetto che più volte ho pensato di non essere all’altezza di ciò che ho creato, più di una volta mi son detto “… la volontà è tanta, il talento è una lingua che sa spiegare bene tante cose… ma forse non ho ancora imparato bene a parlare con la mia stessa lingua.”


Ho temuto di non essere degno delle mie scelte.


E invece ho scoperto che c’è tanta gente che crede in me, che ha plasmato il tempo e il spazio in una volontà audace e spiazzante, come due braccia spalancate, ovunque andassi e in qualsiasi momento mi spiegassi, per accogliere questa Scelta e manifestare la volontà di prenderne parte, di fare di sé linfa vitale del Documentario.

Non me l’aspettavo, lo ammetto, pensavo di essere uno dei tanti che vuol raccontare sempre la stessa storia, invece ho incontrato questa Storia e, con fierezza, mi è stato concesso il dono dell’eredità.


Vittorio Polacco, Emanuele di Porto (vittime del Rastrellamento del Ghetto Ebraico di Roma), Sami Modiano (Sopravvissuto ad Auschwitz), Eva Schloss (Sorellastra di Anne Frank, Sopravvissuta a Birkenau); gente che ha vissuto sulla propria pelle la vergogna di Ideologie Razziali prive di logica e dignità, l’umiliazione di essere espulsi e ripudiati dalle proprie case, i soprusi e il gelo dell’Olocausto, i simboli di questo Cancro Ideologico e Culturale tatuati nei polsi e nel cuore, queste splendide persone comuni, rese straordinarie dagli eventi, mi hanno donato la loro Storia, la Verità.


Federica Pannocchia (Presidente dell'Associazione "Un Ponte Per Anne Frank"), Gillian Walnes Perry (Co-Fondatrice di "Anne Frank Trust" in Inghilterra e Scrittrice di fama internazionale), Lisa Shames (Senior Learning Manager del Jewish Museum di Londra), anime pure che dedicano la loro esistenza perché la Memoria non si perda e il suo insegnamento ci possa raggiungere e rendere migliori di quanto non lo siamo stati in passato, mi hanno privilegiato del confronto e della riflessione, delle idee e delle opinioni, specchi e cerniere di una volontà del bene che ci rende cittadini comuni della stessa ideologica terra.


Questa gente ha Scelto di credere nella mia Scelta e insieme abbiamo creato un "Chiarimento", una possibilità di comprensione.


Tra di loro, proprio Eva Schloss, sorellastra di Anne Frak, che della parola Speranza e del suo significato, ne ha fatto ancora di salvezza (quando tra i ghiacci e i pugni di Birkenau le gambe e la voglia di vivere non reggevano più), mi ha accolto in casa sua e parlato per ore dell’importanza di ciò che sto facendo, di quella missione che “non credere sia frutto di esclusivo di una scelta, è un cammino predestinato concesso a pochi, l’eredità della Storia è un dono ma anche un potere, il potere della Verità.”


Eva mi ha esortato a non mollare, ad ascoltare le paure e la fatica anche quando questa Speranza non la sento.

A non arrabbiarmi per la delusione dei “no” ricevuti quando chiedevo con entusiasmo sostegno, a non coltivare rancore nei confronti di chi mi ha voltato le spalle quando avevo bisogno di aiuto per mettere in piedi questo documentario, a rivolgermi maggiormente a loro, per far comprendere quanto sia necessario ciò che hanno banalizzato voltandosi dall’altra parte, quantificando il valore (morale più che economico) con un numero vicino allo zero.


A un mese dal mio ritorno in Polonia per le ultime riprese nei Campi di Sterminio, scelgo una foto con Eva Schloss, realizzata nella sua casa di Londra dopo l’intervista filmata il 4 Dicembre 2021, con in mano la Leica di Otto Frank, la stessa utilizzata per rendere immortale l’immagine delle figlie Anne e Margot, così diverse, così uguali da me, così lontane nei loro destini stroncati nei Campi di Sterminio, eppure così presenti, attuali, con le stesse paure, gli stessi sogni, le stesse domande sul presente, la stessa Speranza per il Domani.


Anne come me… ma ad Anne è stata negata Scelta. A me no.

E sulla fondamentale necessita di Scegliere per esistere, non posso voltarmi proprio io dall’altra parte. E ho scelto la Memoria, la Speranza, e non c’è freddo che mi possa immobilizzare, stanchezza che mi possa buttare giù.


La Speranza, in quella Leica che ha regalato al Mondo una delle più straordinarie lezioni di Purezza e Umanità incorniciate in quel candido sorriso immacolato, negli occhi lucidi e immacolati di Anne, ho avvertito la Speranza.

Ho impugnato la Storia (quella di Anne, quella di tutte le vittime dell’Olocausto, quella di chi vuol sapere e non ripetere) e ho trovato il coraggio di ereditare la Verità e di dargli due gambe per camminare, tanti volti per comunicare e infinite voci per non dimenticare.

Questa foto è un istante simbolo di ciò che è stato, del perchè comincia il mio cammino e del dove stiamo andando, di foto in foto, di ricordo in testimonianza.

Questa foto è il ponte fra ciò che è stato fatto e ciò che ho Scelto da fare nei mesi a venire.


Questo è “La Voce Della Memoria”.


Con la speranza (sempre viva) di non deludere il vostro spirito di conoscenza, ma di trovare fertile terra dove piantare insieme i semi della riflessione e del confronto, vi invito a non voltarvi dall’altra parte, a supportare il mio progetto e ogni attività proposta da chi, come me, crede nel prossimo e nelle azioni di sensibilizzazione alla Memoria e alla Storia.


Torno in Polonia con questo spirito, con questa fede, questa Speranza.


Anne scrive: “Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora.”

Noi siamo quella bellezza, che esiste e rimane solo se lo vogliamo.


In fede

Giuseppe Mazzola



In Foto: Con Eva Schloss e la Leica di Otto Frank, dopo l'Intervista filmata nella sua casa di Londra il 4 Dicembre 2021.

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